Vi hanno insegnato che il denaro è scarso. Vi hanno detto che per averlo bisogna indebitarsi, sacrificarsi, lavorare una vita intera. Vi hanno fatto credere che le banche siano semplici intermediarie che prestano i risparmi di chi ha troppo a chi ha bisogno.
La verità, nascosta dietro i bilanci incomprensibili dell'alta finanza, è che le banche commerciali creano denaro dal nulla. Attraverso il meccanismo della riserva frazionaria, un potere che dovrebbe appartenere esclusivamente alla Sovranità dello Stato è stato usurpato da pochi istituti privati.
Noi non chiediamo riforme. Noi chiediamo la fine di un paradosso che sta distruggendo il tessuto sociale ed economico della nostra Nazione.
Quando una banca ti concede un mutuo di 100.000€ per comprare la tua casa, non sta prestando i soldi di un altro correntista. Non sta toccando le riserve della sua cassaforte. La banca si limita a scrivere delle cifre su uno schermo, creando quel denaro ex-novo, dal nulla, facendolo entrare nell'economia come se fosse reale. Per farlo, la banca deve detenere presso la Banca Centrale una riserva irrisoria, spesso appena l'1-2% del valore creato.
Tu paghi gli interessi su quel denaro per vent'anni. Il tuo sacrificio quotidiano, il tuo lavoro, diventa profitto privato per una banca su un denaro che non ha mai "guadagnato" lavorando. Questa non è finanza. È appropriazione indebita.
Chi possiede le banche? Azionisti privati, fondi d'investimento, speculatori.
Chi concede loro il potere divino di creare moneta? Lo Stato, tramite una licenza bancaria.
Il risultato è un sistema perverso e ingiusto:
Il signoraggio – la ricchezza generata dall'emissione di moneta – che per diritto naturale e costituzionale dovrebbe arricchire la collettività, viene dirottato nelle tasche di pochi privati.
Cosa fanno le banche con questo denaro creato dal nulla? Non finanziano l'economia reale, le fabbriche, l'innovazione o il lavoro. Usano questo potere per:
È tempo di restituire alla Repubblica il controllo del suo destino economico. Noi proponiamo una rottura radicale con il presente, basata su quattro pilastri inderogabili:
Solo lo Stato, in nome del Popolo, deve avere il potere di emettere moneta. Le banche commerciali devono tornare a fare gli intermediari: potranno prestare solo ed esclusivamente il denaro che i clienti hanno realmente depositato presso di loro. La creazione di moneta dal nulla deve essere dichiarata illegale.
Il credito non è una merce per generare profitto privato, ma uno strumento di politica pubblica. La moneta creata dallo Stato deve essere immessa nell'economia per finanziare opere pubbliche, transizione ecologica, sanità, istruzione e sviluppo delle imprese, senza il peso di interessi parassiti.
Nessuno deve poter generare ricchezza prestando denaro che non possiede. Gli interessi sul denaro creato dal nulla sono un'usura legalizzata. La ricchezza generata dal signoraggio monetario deve tornare nelle casse dello Stato per abbattere le tasse ai cittadini e finanziare il welfare, non per pagare i dividendi agli azionisti.
Stop alla cartolarizzazione selvaggia dei debiti pubblici e privati a favore di fondi esteri. Il debito dei cittadini e delle imprese italiane deve rimanere nel sistema bancario nazionale, sotto il stretto controllo pubblico, per evitare l'esportazione di ricchezza e la svendita della nostra sovranità economica.
La moneta è il sangue dell'economia, la linfa della Nazione.
Non può essere il giocattolo di un club di banchieri che scommettono sul nostro futuro.